Chi ha paura del PLEK cattivo?
Qualcuno ha timore a mettere la propria chitarra nella PLEK e farla “toccare” dal tastatore micrometrico e poi dalla fresa ad alta precisione. Ma non il fortunato proprietario di una splendida OLSON (www.olsonguitars.com) che ha scelto di “plekarla”. Come si fa a migliorare la suonabilità di una chitarra di tale fattura (e prezzo)? A mano è impossibile. Ma l’ingegno tedesco ha trovato la via per “perfezionare l’ottimo”. Ho avuto un fremito di soddisfazione nel sentire il proprietario – una persona esigente che ama il suono acustico e lo vuole apprezzare nella massima purezza – che commentava tra sé e sé: Beh, la tastiera ora è un’altra cosa!
Voglio essere onesto e confessare che ho sempre il dubbio che il lavoro che si riesce a fare con la perizia di Luca e questa macchina sia un perfezionismo un po’ fine a se stesso; per onanisti del manico. In fondo – mi dico – finora quanti artisti hanno suonato senza un setup così ottimizzato? E’ vero. Da ragazzino davo sempre la colpa della mia imperizia allo strumento. Mi dicevo: Chissà quale stupenda chitarra avrà Eric Clapton; con le corde basse basse e la tastiera “da corsa”…
Oggi è indubbiamente un piacere scoprire che ho potuto affinare la mia grezza percezione tattile fino a distinguere ora il buono dal migliore. Ma è anche un dispiacere confermare a me stesso che anche con una chitarra “miracolata” con PLEK resto sempre una sega a suonarla
Stefano
P.S.: se sei tra quei rarissimi imperdonabili distratti che non sanno cosa è PLEK, guarda il video nella HomePage e pentiti della tua ignoranza!.






